|
TATAWELO
Tutti i significati di un nome
Nel 2003 la cooperazione fra la centrale di importazione del COMES Commercio Alternativo, un gruppo di Botteghe del Mondo ed organizzazioni dell’ economia solidale, il CEFA - organizzazione non governativa di sviluppo rurale, , la cooperativa Yochin Tayel K’Inal del Chiapas (Messico) e l’associazione di produttori ASIPOI del Quichè (Guatemala), da vita al “ Progetto Tatawelo”.
“Tatawelo” nella lingua dell’etnia Maya Tzotzil/Tzeltal significa “avo antico”: il nome è stato scelto dalle popolazioni contadine indigene in onore degli antenati che nel tempo hanno trasmesso loro le conoscenze per la coltivazione della terra e la raccolta dei suoi frutti, volendo cosi sottolineare il desiderio di continuità storica e culturale proprio dei contenuti e degli obiettivi del progetto.
Il Progetto Tatawelo infatti, attraverso l’importazione e la commercializzazione di gustose miscele di caffè, punta ad sostenere direttamente meccanismi di auto-sviluppo delle comunità indigene.
La ricerca di una maggiore autonomia è quindi un elemento essenziale delle azioni che il progetto sostiene. Autonomia che non solo è frutto di miglioramenti dal punto visto economico, ma anche di miglioramenti in vari altri aspetti della società, nei campi dell’educazione, della sanità, dei diritti civili e umani.
Autonomia è anche recupero della sovranità e della proprietà delle terre che, a causa del colonialismo prima e dell’emarginazione e sfruttamento poi, sono state negate loro da ormai troppo tempo: la ricerca migliori forme di partecipazione e di governo dei propri territori è tema centrale, anche se in forme diverse, dei popoli indigeni delle due regioni centroamericane.
Ma la ricerca di autonomia di queste comunità dal punto di vista economico deve confrontarsi anche con la dipendenza da un prodotto coloniale – il caffè – che essendo soggetto all’incertezza dei mercati internazionali ed al potere spregiudicato degli intermediari, ha reso le popolazioni contadine sempre più dipendenti e deboli, ponendo a rischio la capacità di soddisfare di anno in anno i bisogni primari.
Per i sostenitori di questo Progetto Tatawelo lavorare per la “loro” autonomia vuol dire innanzitutto riconoscere alle organizzazioni di produttori rispetto per le loro scelte, essendo pronti alla costruzione di un confronto paritario, e dando il giusto peso e valore alle “loro” decisioni, a volte molto più che alle nostre.
Non meno importante per il Progetto Tatawelo è il concetto di solidarietà.
La solidarietà fra le organizzazioni indigene di produttori di caffè del Chiapas e del Guatemala è frutto delle loro comuni origini da culture Maya, delle dure e selvagge terre, dei frutti del faticoso lavoro nei “cafetales”, delle comuni lotte per il diritto a vivere e coltivare queste terre con dignità ed autodeterminazione.
Anche noi, organizzazioni del Commercio Equo Solidale e della Cooperazione Internazionale, abbiamo voluto esprimere e rendere concreta la nostra solidarietà verso questi produttori di caffè e le loro comunità di appartenenza, condividendo, sostenendo ed apprezzando la giustezza della loro lotta.
Il progetto Tatawelo, attraverso la produzione e la commercializzazione dei loro prodotti, e attraverso la ricerca di soluzioni condivise e solidale, mette in contatto il loro mondo e loro vite con le nostre. La comune volontà di solidarietà e autonomia dei soggetti coinvolti si concretizza nella decisione di realizzare assieme la commercializzazione a condizioni eque del loro caffè attraverso i “Caffè Tatawelo di Commercio Alternativo”.
La volontà di cooperazione si estende però anche altri aspetti: interscambiare informazioni ed esperienze rispetto alle rispettive produzioni del caffè, al miglioramento della sua qualità, alla commercializzazione diretta e sui mercati locali, alla diversificazione produttiva e delle fonti di reddito attraverso altre coltivazioni, attività di accoglienza per un turismo responsabile e scambi culturali.
Commercio Alternativo ed i partner del progetto sono impegnati fin dall’inizio su questi fronti, cercando di migliorare le relazioni con ASIPOI e Yochin Tayel K’Inal, individuando le attività sulle quali far convergere gli sforzi, e cercando di generare sempre maggiori risorse.
Nell’ottobre 2005 alcune persone, in rappresentanza di organizzazioni, compresa Commercio Alternativo, per meglio gestire il Progetto Tatawelo, decidono di fondare l’Associazione Tatawelo.
Nella primavera 2006, dopo molte incomprensioni fra Commercio Alternativo, Norman Cili ed altre persone, l’Associazione Tatawelo decide di portare avanti un proprio progetto Tatawelo, decidendo di importare direttamente il caffè non più assieme a Commercio Alternativo, ASIPOI e Yochin Tayel K’Inal, ma da altri produttori, sviluppando un nuovo prodotto Tatawelo.
Commercio Alternativo decide invece di proseguire le relazioni originarie e di rafforzare i legami esistenti con i produttori, creando un progetto che valorizzi la partecipazione diretta delle Botteghe del Mondo, mantenendo e riconoscendo il ruolo primario dei produttori ed il sostegno alle loro attività.
I caffè TATAWELO di Commercio Alternativo
l caffè dal gusto “resistente”
per lo sviluppo delle comunità indigene
I caffè “Tatawelo” di commercio alternativo, come vedete nella allegata proposta di adesione e prefinanziamento, sono vari.
Fra questi il primo è stato il classico caffè Tatawelo (in confezione rossa): è un caffè 100% di qualità arabica, macinato per moka, composto per un 60% da arabica del Messico, da comunità indigene zapatiste della cooperativa Yochin Tayel K’inal e da un 40 % da caffè prodotto dall’associazione ASIPOI dalla regione dell’Ixcan,in Guatemala.
Caratterizzato da un gusto delicato, da un aroma dolce e rotondo, reso unico dalla presenza di due arabiche di diversa provenienza, viene torrefatto dalla cooperativa italiana Co.Ind, che trasforma vari tipi di prodotti ed è inserita da anni nel circuito del commercio equo. L’accurata torrefazione garantisce che tutte la caratteristiche organolettiche dei due caffè si esprimano al meglio.
La qualità di questo caffè è stata valutata da Co.Ind con un voto di 7,5 su di un parametro massimo di 8.
Il prezzo FOB pagato ai produttori di Messico e Guatemala è di 2,50€/kg, prezzo definito in accordo con gli stessi, ed ancora in grado di costituire una buona offerta rispetto a quello degli intermediari locali.
|
|
Mostra itinerante
Commercio Alternativo e il CEFA lanciano insieme anche un progetto di informazione sul Progetto Tatawelo, attraverso una mostra itinerante, con immagini suggestive del Guatemala scattate da Anna Rosati in un suo recente viaggio, incentrate a mostrare lo spirito e I colori della cultura Maya, in odore di caffè.
La mostra è stata presentata al Sana, il Salone del Biologico del 2006 da Commercio Alternativo, proprio per inaugurare il Progetto Tatawelo, e già alcune botteghe hanno richiesto la possibilità di utilizzarla per creare un evento incentrato sul progetto Tatawelo, diffondendo così il messaggio di solidarietà per l’ autonomia delle terre Maya che la mostra illustra.
Ecco le tre proposte che mettiamo a disposizione:
1) Semplice mostra fotografica
Commercio Alternativo fornisce il materiale informativo e la mostra
A carico delle BDM: spese di trasporto ed eventuali rimborsi per danni ai materiali.
2)Mostra fotografica con mobilio (ambientazione)
Commercio Alternativo fornisce il materiale informativo ,la mostra e del mobilio adatto a creare un’ambientazione suggestive.
A carico delle BDM: spese di trasporto ed eventuali rimborsi per danni ai materiali, ed 80E come quota per il logorio dei mobili.
3) Mostra fotografica con mobilio e degustazione caffè
Commercio Alternativo fornisce il materiale informativo ,la mostra e del mobilio adatto a creare un’ambientazione suggestive.
A carico delle BDM: spese di trasporto ed eventuali rimborsi per danni ai materiali, ed 80E come quota per il logorio dei mobilipiù 40E per l’affitto (mensile)della macchina del caffè, più l’acquisto di due confezioni di cialde Tatawelo e zucchero di Commercio Alternativo.
E’ d’obbligo la prenotazione presso l’ufficio commerciale di Commercio Alternativo. Le BDM prefinanzianti avranno la priorità.
|